Chi deve fare la fattura elettronica e con quale programma
Tutti i forfettari, qualunque siano i ricavi. L'obbligo è arrivato in due tempi: dal 1° luglio 2022 per chi nell'anno precedente aveva superato 25.000 euro di ricavi o compensi, dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri, come prevede l'articolo 18 del DL 36/2022. Per un architetto, un ingegnere o un geometra in forfettario la fattura di carta, o il PDF mandato per email a un cliente italiano, non vale più: il documento è un file XML che passa dal Sistema di Interscambio (SdI).
Il programma non deve essere per forza a pagamento. Nel portale Fatture e corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, a cui si entra con SPID, CIE o CNS, c'è una procedura web gratuita con un modello pensato apposta per i forfettari: si trova nella sezione «Fatturazione elettronica e Conservazione», alla voce «Generazione da template», e ha già impostati regime fiscale, natura IVA, causali e bollo, così a te restano cliente, descrizione e importi. Un programma a pagamento diventa comodo quando le fatture sono tante, perché tiene la numerazione da solo.
Lo SdI controlla che la tua partita IVA e quella del cliente, o il suo codice fiscale, esistano in Anagrafe tributaria, che ci sia un indirizzo a cui recapitare la fattura e che gli importi tornino. Se qualcosa non va scarta il file, e una fattura scartata conta come mai emessa: va rifatta.
I campi da compilare, uno per uno
Che tu usi la procedura dell'Agenzia o un programma, i campi sono gli stessi, perché alla fine tutti producono lo stesso file XML. Nel forfettario ne cambiano pochi, ma sono quelli che fanno scartare una fattura se sbagliati.
- Cliente: nome o ragione sociale, partita IVA o codice fiscale, indirizzo. Per il recapito serve il codice destinatario di 7 caratteri oppure la PEC, e in quel caso il codice è 0000000; per un privato, o per un cliente che non ti ha dato né l'uno né l'altra, si scrive 0000000.
- Regime fiscale: «Regime forfettario», che nel file corrisponde al codice RF19.
- Righe della prestazione: descrizione (per esempio «Progetto di ristrutturazione interna, via Roma 12»), importo, aliquota IVA 0% e natura N2.2, «non soggette, altri casi».
- Causali, dal menu «Altri dati». La prima richiama il regime: Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni. La seconda, se sei un professionista, spiega perché manca la ritenuta: Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell'articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni. Dal 1° gennaio 2027 questi commi della legge 190/2014 sono abrogati e le regole del forfettario passano nel Testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026, agli articoli da 232 a 243 (l'esclusione dalla ritenuta diventa l'articolo 235, comma 4). A novembre 2026 l'Agenzia non ha ancora cambiato niente: le specifiche della fattura elettronica descrivono RF19 con la legge 190/2014 e la sua pagina per i forfettari riporta le causali di sempre. Per le fatture del 2027 controlla se le aggiorna.
- Dati cassa previdenziale: tipo di cassa, aliquota e importo del contributo integrativo che addebiti al cliente. Per Inarcassa l'integrativo è il 4%.
- Bollo virtuale: «Sì» quando le somme senza IVA superano 77,47 euro. Nella procedura dell'Agenzia l'importo totale del documento deve comprendere anche i 2 euro del bollo.
- Controlla e invia, poi guarda la ricevuta dello SdI: consegnata, scartata o non recapitata.
Se lo SdI non riesce a consegnarla, per te la fattura è comunque emessa e il cliente la ritrova nella sua area riservata sul sito dell'Agenzia. Conviene avvisarlo. Se hai scritto 0000000, cioè per un privato o per chi non ti ha dato né codice né PEC, una copia in PDF o su carta gliela devi dare, ricordandogli che l'originale è il file elettronico.
La marca da bollo: quando serve e come si paga
Il bollo è di 2 euro e va su ogni fattura senza IVA il cui importo supera 77,47 euro, come stabilisce l'articolo 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972 (dal 1° gennaio 2027 la regola passa, identica, all'articolo 9 della tariffa del D.Lgs. 123/2025, il Testo unico dei tributi indiretti). Ogni fattura fa storia a sé: una da 60 euro non lo paga, una da 80 sì. Un caso però non lo chiarisce nessun documento ufficiale: il compenso da solo resta sotto 77,47 euro e li supera con il contributo integrativo, per esempio 75 euro più 3 di Inarcassa. Nei suoi controlli automatici l'Agenzia somma soltanto le righe della prestazione, mentre la norma parla di «somma» senza dire che cosa ci entra. Lì decidi col commercialista. Sulla fattura elettronica non si incolla nessuna marca, basta il campo «Bollo virtuale» impostato su «Sì».
A fine trimestre buona parte del lavoro la fa l'Agenzia. Nel portale Fatture e corrispettivi pubblica l'elenco A, con le fatture in cui hai indicato il bollo, e l'elenco B, con quelle che secondo lei lo richiedevano ma non lo riportano; l'elenco B si può correggere entro una data fissa, poi l'Agenzia calcola quanto devi. Tu controlli e paghi, dal portale con addebito sul conto oppure con l'F24 telematico, usando i codici tributo della risoluzione 42/E del 2019: 2521 per il primo trimestre, 2522 per il secondo, 2523 per il terzo e 2524 per il quarto.
| Trimestre | Elenchi A e B entro il | Pagamento entro |
|---|---|---|
| 1° (gennaio-marzo) | 15 aprile | 31 maggio |
| 2° (aprile-giugno) | 15 luglio | 30 settembre |
| 3° (luglio-settembre) | 15 ottobre | 30 novembre |
| 4° (ottobre-dicembre) | 15 gennaio | 28 febbraio (29 negli anni bisestili) |
Per uno studio piccolo le scadenze si riducono a due: se il bollo del primo trimestre non supera 5.000 euro si può pagare entro il 30 settembre, e se primo e secondo insieme non superano i 5.000 euro si pagano entro il 30 novembre, insieme al terzo, sempre con i codici del loro trimestre (2521 e 2522). Quando una scadenza cade in un giorno festivo passa al primo giorno lavorativo: il quarto trimestre 2026, per esempio, si paga entro lunedì 1° marzo 2027, perché il 28 febbraio è domenica.
Gli errori che costano di più
- IVA o ritenuta in fattura. Nel forfettario non ci vanno. Se il cliente è un'impresa abituata ai professionisti in regime ordinario, la seconda causale gli spiega perché non deve trattenere niente.
- Bollo dimenticato. L'Agenzia mette la fattura nell'elenco B e il bollo lo paghi comunque tu, quindi conviene indicarlo subito e, se lo addebiti al cliente, farlo comparire in fattura.
- Bollo messo dove non serve, cioè su fatture fino a 77,47 euro.
- Codice destinatario sbagliato. Chiedilo al cliente insieme ai dati anagrafici, prima di emettere: chi ha partita IVA può mostrarti il QR code generato nel portale dell'Agenzia, con i suoi dati dentro, che la procedura dell'Agenzia sa leggere.
- Contributo integrativo nella riga sbagliata. Va nel blocco della cassa previdenziale, non tra le righe della prestazione.
Il file XML, infine, va conservato a norma: il portale dell'Agenzia offre anche un servizio di conservazione gratuito, a cui si aderisce dall'area riservata. E se vuoi sapere quanto ti resta di una fattura dopo l'imposta sostitutiva e i contributi, il Simulatore fiscale di Lommo fa il conto e confronta forfettario e ordinario.
Fattura di un architetto forfettario per un progetto di interni
| Compenso (imponibile) | 1.500,00 € |
| Cassa | Inarcassa, contributo integrativo 4% |
| Bollo | addebitato al cliente |
| Natura IVA righe | N2.2, aliquota 0% |
Totale da incassare: 1.562,00 € (1.500,00 € di compenso + 60,00 € di contributo Inarcassa + 2,00 € di bollo).
Il compenso è di 1.500,00 €. Il contributo integrativo Inarcassa al 4% vale 60,00 € e va nel box «Dati cassa previdenziale». IVA e ritenuta non ci sono. Le somme superano 77,47 €, quindi scatta il bollo virtuale da 2,00 €: qui viene addebitato al cliente ed entra nel totale del documento, 1.562,00 €. Se emetti la fattura a dicembre 2026 e lo SdI la consegna entro il 31 dicembre, il bollo rientra nel quarto trimestre e lo versi col codice tributo 2524 entro lunedì 1° marzo 2027 (il 28 febbraio è domenica).
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Prova la fatturazioneCosa fa il professionista
Qui non serve nessuna firma tecnica: la fattura la emette direttamente l'architetto, l'ingegnere o il geometra. Il commercialista conviene sentirlo all'inizio, per impostare il programma o il modello dell'Agenzia, e poi ogni trimestre, per controllare gli elenchi del bollo e il versamento.
Va sentito di sicuro in tre casi: se lavori per la pubblica amministrazione, se fatturi a clienti esteri o se ti avvicini al limite di ricavi del forfettario. Lì cambiano campi e codici, a volte anche il regime, e un errore si paga con sanzioni e fatture da rifare.
Le regole fiscali su regime forfettario, contributi e bollo cambiano spesso: prima di applicarle verificale col tuo commercialista e con la tua cassa previdenziale.
Domande frequenti
Che natura IVA si mette nella fattura elettronica del forfettario?
N2.2 (non soggette, altri casi), con aliquota 0% su ogni riga. Il regime fiscale è RF19.
Come si paga la marca da bollo della fattura elettronica nel forfettario?
Imposta «Bollo virtuale: Sì» sulle fatture sopra 77,47 euro. A fine trimestre l'Agenzia calcola il totale e lo paghi dal portale Fatture e corrispettivi con addebito sul conto oppure con l'F24 telematico, codici da 2521 a 2524.
Si può fare gratis la fattura elettronica da forfettario con l'Agenzia delle Entrate?
Sì. Nel portale Fatture e corrispettivi c'è la procedura web gratuita, con un modello per forfettari (box «Generazione da template») in cui regime, natura, causali e bollo sono già compilati.
Il professionista forfettario applica la ritenuta d'acconto?
No. La esclude il comma 67 dell'art. 1 della legge 190/2014 (dal 2027 l'articolo 235, comma 4, del Testo unico delle imposte sui redditi), e va scritto in una seconda causale della fattura.
Il bollo da 2 euro lo posso far pagare al cliente?
Sì, lo puoi addebitare come voce a parte, e nella procedura dell'Agenzia l'importo totale della fattura deve comprendere anche i 2 euro. Il versamento all'Erario resta comunque a carico tuo, e per l'Agenzia i 2 euro riaddebitati fanno parte del compenso: entrano nei ricavi su cui si calcola il reddito forfettario (risposta n. 428 del 2022).
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IscrivitiFonti
- Fattura elettronica per i forfettari (campi, causali, cassa, bollo, template), Agenzia delle Entrate
- La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate (dicembre 2025), Agenzia delle Entrate
- Come si predispone una fattura elettronica (codice destinatario 0000000, QR code, copia al cliente), Agenzia delle Entrate
- Cosa fa il Sistema di Interscambio quando riceve una fattura (controlli, scarto, mancato recapito), Agenzia delle Entrate
- Il servizio di conservazione a norma, Agenzia delle Entrate
- FAQ: compilazione della fattura elettronica (RF19 e natura N2.2), Agenzia delle Entrate
- FAQ sulla fatturazione elettronica del 22 dicembre 2022 (forfettari dal 1° gennaio 2024), Agenzia delle Entrate
- Decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, articolo 18, Normattiva
- L'integrazione del bollo sulle fatture elettroniche (elenchi A e B), Agenzia delle Entrate
- Consultazione e variazione delle fatture soggette a bollo (calendario e soglie di 5.000 euro), Agenzia delle Entrate
- Versamento dell'imposta di bollo e controlli (addebito su conto, F24, codici tributo), Agenzia delle Entrate
- Risoluzione n. 42/E del 9 aprile 2019 (codici tributo 2521-2526), Agenzia delle Entrate
- Risoluzione n. 9/E del 15 gennaio 2014 (richiama l'art. 13 della Tariffa del DPR 642/1972: bollo da 2 euro, non dovuto fino a 77,47 euro), Agenzia delle Entrate
- Risposta n. 428 del 12 agosto 2022 (forfettari: bollo addebitato in fattura al cliente), Agenzia delle Entrate
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario), Agenzia delle Entrate
- Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle imposte sui redditi (regime forfetario agli artt. 232-243, applicazione dal 1° gennaio 2027), Normattiva
- Decreto legislativo 1° agosto 2025, n. 123, Testo unico dei tributi indiretti (imposta di bollo: allegato 3, articolo 9 della tariffa; si applica dal 1° gennaio 2027), Normattiva
- Contributi per gli iscritti (contributo integrativo del 4%), Inarcassa
- L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche (guida, giugno 2026: come l'Agenzia individua le fatture dell'elenco B), Agenzia delle Entrate
- Specifiche tecniche della fattura elettronica, versione 1.9.1, allegato A (codice RF19), Agenzia delle Entrate
La redazione di Lommo · pubblicata il 5 novembre 2026